Chen Zhen, Bibliothèque Musicale

Objects of common use are the symbol to criticize the Maoist dictatorship, incontrovertible testimonies of the cultural resistance that daily commits the human community to prevent that millenary traditions be erased by a modernity descended as cement casting from the sky. Some wooden chamber pots, assembled as library shelves, sided by the brushes sound women use daily to wash them: a voiced magic formula the artist listens since his childhood. Nevertheless brushing and washing, the history deposits cultural and organic sediments on the inner walls of the chamber pots: the sign of an indelible rural and millenary identity, but a precious mineral for the Traditional Chinese Medicine as well. A social and economic metaphor of Chinese history: on one side the modernity attempt in purifying the marks of an uncomfortable past, alienating the individual conscience, imposing rules on the personal performance, stealing identitary space from traditions; on the other side, the impulse of resistance that never retreats within the collective unconscious of familiar habits, of a Chinese ancient knowledge that continues to blend the far echoes of Confucianism and Daoism, at the shadow of the communist ghost and with the gaze charmed by the Asian style capitalism. 

Keyword: ren zhong bai (人中白) 

Urine crystallizes when in contact with the wooden chamber pots and it forms a pale turquoise-like mineral sediment, known as ren zhong bai (人中白). For Traditional Chinese Medicine, this mineral is able to attenuate the effects of a too hot qi, balancing the element fire, contrasting the yin element weakness (cold, dark, night, moon, north, west, earth, water), rebalancing the yang element (hot, light, day, sun, south, east, sky, fire). Ren zhong bai properties are “salty, cool, influencing lungs, heart, bladder meridians”, its actions “ reduce the body heat, lessened the pathogenic fire, remove liquids stagnation”, its medical prescriptions curate “hematemesis (stomach bleeding), nose bleed, tuberculosis, lungs asthenia, aphta, pharyngitis”. Traditional Chinese Medicine imposes the precaution to use it just after having exposed it to wind and dew for two years. This ancient medical knowledge also prescribes the urine therapy, already known in ancient Egypt and India, an experience of self-healing called amaroli (‘immortality’) in Sanskrit and shibambu (‘Shiva’s water’), life nectar, mother of all ayurvedic medicaments. 

Bibliography

Harriet Beinfield, Efrem Korngold, Between Heaven and Earth. A Guide to Chinese Medicine, New York 1992. 


La critica alla dittatura maoista espressa a partire da oggetti di uso comune, testimoni inoppugnabili della resistenza culturale che impegna ogni giorno la comunità umana per impedire che tradizioni millenarie siano cancellate da una modernità calata dall’alto come una colata di cemento. Una serie di vasi da notte cinesi in legno, assemblati come le mensole di una libreria, accompagnati dal suono delle spazzole usate dalle donne cinesi per pulirli ogni mattina: una formula magica sonora che l’artista ascolta sin dall’infanzia. E sulle pareti di questi vasi da notte, la storia si sedimenta lasciando non soltanto il segno indelebile di un’identità rurale millenaria, ma anche un minerale prezioso per la TCM, la medicina tradizionale cinese. Una metafora storica e socioeconomica: da un lato della purificazione che la modernità tenta di imporre per cancellare le tracce di un passato divenuto scomodo o inadeguato, alienando la coscienza individuale, imponendo regole sulla prestazione personale, sottraendo spazio identitario alla tradizione, dall’altro l’impulso di resistenza che non indietreggia nell’inconscio collettivo delle consuetudini familiari, del sapere antico di una Cina che continua a mescolare gli echi lontani di confucianesimo e taoismo, all’ombra del fantasma comunista e con lo sguardo ammaliato dal capitalismo di stile asiatico. 

Parola chiave: ren zhong bai (人中白) 

L’urina si cristallizza a contatto con il legno dei vasi da notte e forma un deposito minerale di colore turchese pallido, noto come ren zhong bai (人中白). Per la TCM, questo minerale è in grado di attenuare gli effetti di un qi troppo abbondante e dunque riscaldato in eccesso dall’elemento fuoco, con un conseguente indebolimento dell’elemento yin (freddo, buio, notte, luna, nord, ovest, terra, acqua) rispetto al suo equilibrio con l’elemento yang (caldo, luce, giorno, sole, sud, est, cielo, fuoco). Le sue proprietà sono “salato, fresco, con influenze sui meridiani di polmoni, cuore e vescica”, le sue azioni “riducono il calore interno del corpo, attenuano il fuoco patogenico e rimuovono la stagnazione dei liquidi”, le sue indicazioni mediche curano “l’ematèmesi (perdita di sangue dallo stomaco), il sanguinamento nasale, la tubercolosi, l’astenia polmonare, le afte, la faringite”. La TCM impone la regola che non sia utilizzato prima di essere stato esposto per almeno due anni al vento e alla rugiada. Oltre al consumo dell’urina in cristalli, la TCM considera anche l’urinoterapia, vale a dire l’assunzione liquida della propria urina, altresì nota in alcune cerimonie sacre diffuse dall’antico Egitto, all’India, note in sanscrito come amaroli (‘immortalità’) e shivambu (‘l’acqua di Shiva’) nettare della vita, ‘madre’ di tutte le terapie ayurvediche. 

Bibliografia

Harriet Beinfield, Efrem Korngold, Between Heaven and Earth. A Guide to Chinese Medicine, New York 1992.