Sislej Xhafa, Sweat Tree

Social inclusion is the aspiration, one hand over the other, the effort and sweat of everyone. The totem-like sculpture of Sislej Xhafa, Sweat Tree makes us think to the Kelutral, the tree of souls seen from the eyes of Zygmunt Bauman. Can shared space be the basic condition to restore dignity to the individual? Installed in the area of the ancient monumental fountains, the Meta Augustea and the Meta Sudans, at the shade of the Arch of Constantine and under the serious gaze of the Flavian Amphitheater, the post-modern fountain talks about intercultural, economic, political, social and sexual inclusion. A monument to the future of a society that is on the crossroad of complex and painful choices, water that flows through the hands is the emotional fluid of the social body. How many few decades separate us from the day in which water will be worth more than oil? What social ethics is outlined without solidarity? How to confront with a sustainable development without self-destructing? Cyclical and cosmic time merge, ἀρχἡ (archè) necessary to life on this little planet and its creatures in full osmosis with the human’s identity dimension: control of fresh water is radically redefining the geopolitics of entire continents and the future for billions of people. 

Sweat tree, the tree of solidarity, of life, of sharing, of hope, installed on the pomerio of the Meta Augustea, one of the most sacred spaces of ancient Rome, is to symbolize a new beginning for humanity. 

The MAXXI Museum of Rome, Via Guido Reni 4, is presenting the personal exhibition by Sislej Xhafa curated by Hou Hanru from the title Benvenuto! http://www.fondazionemaxxi.it/en/events/benvenuto-sislej-xhafa/ 

Keywords: Meta Sudans and Meta Augustea

Conceived within the construction programme of Domitian, the Meta Sudans is the largest fountain of the Flavian Age. From 1989 to 2003, the excavation of professor Clementina Panella, a delicate and inclusive task for over 80/120 students per year was to accurately report the stratigraphic view of the great didactic site, brings back to light the great Flavian monument. Thanks to the numismatic documentation it was possible to establish that the large circular basin was of 16m in diameter, it included a brick rising of 18 m in height and had a sphere or three-petal flower at its top. Yet the most extraordinary discovery was the Meta within the Meta, in other words a more ancient Meta from emperor Augustus time was found in a cold day of January 2002. The latter was possibly bow-shaped (symbol of military victory), constructed on the borders of the ancient municipalities of Regio I and Regio X around 7 BCE. At the center was a conic cylinder of about 16.5 mt., a representation of Apollo possibly inspired by the Hellenistic models of Ambracia and Apollonia. The position of the Meta Augustea from east to west was in line with the road through which emperors celebrated their triumphs, it offers as a monument which gathers sacred, symbolic, ideological, topographic and urban meanings: stronghold it echoes to the foundation of Rome by the hand of Romulus. Its proximity to the Curiae Veteres, the archaic sanctuary connected with the foundation of the city, suggests a cultural and artistic re-founding of Rome and its political tradition. 

Bibliography

Clementina Panella (a cura di), Scavare nel centro di Roma. Storie, uomini, paesaggi, Roma 2013. 


L’inclusione sociale è l’aspirazione cui tendere, una mano sopra l’altra, la fatica e il sudore di tutti. La scultura totemica di Sislej Xhafa, Sweat Tree fa pensare al Kelutral, l’albero delle anime visto con gli occhi di Zygmunt Bauman. Può lo spazio condiviso essere la condizione basilare per restituire dignità all’individuo? Installata nell’area delle antiche fontane monumentali, la Meta Augustea e la Meta Sudans, all’ombra dell’Arco di Costantino e sotto lo sguardo serio dell’Anfiteatro Flavio, la fontana postmoderna parla d’inclusione interculturale, economica, politica, sociale, sessuale. Un monumento al futuro di una società al bivio di scelte complesse e dolorose, l’acqua che scorre tra le mani fluido emotivo del corpo sociale. Quanti pochissimi decenni ci separano dal giorno in cui l’acqua varrà più del petrolio? Quale etica sociale si profila senza solidarietà? Come affrontare uno sviluppo sostenibile senza autodistruggersi? Il tempo ciclico e quello cosmico che si fondono, l’ἀρχἡ (archè) necessaria alla vita di questo piccolo pianeta e delle sue creature in piena osmosi con una dimensione identitaria dell’umano: il controllo dell’acqua dolce sta ridefinendo radicalmente la geopolitica d’interi continenti e il futuro di miliardi di persone. Sweat tree, l’albero che suda, l’albero della solidarietà, della vita, della condivisione, della speranza, installato sul pomerio della Meta Augustea, uno degli spazi più sacri dell’antica Roma, a simboleggiare un nuovo inizio per l’umanità. 

Attualmente il Museo MAXXI di Roma, Via Guido Reni 4, espone la mostra personale di Sislej Xhafa a cura di Hou Hanru, dal titolo Benvenuto! http://www.fondazionemaxxi.it/en/events/benvenuto-sislej-xhafa/ 

Parole chiave: M eta Sudans e Meta Augustea

Concepita all’interno del programma edilizio di Domiziano, la Meta Sudans è la più grande fontana a pianta centrale di età flavia. Lo scavo della professoressa Clementina Panella dal 1989 al 2003, un lavoro certosino nell’accuratezza dello sguardo stratigrafico e grande scavo didattico per oltre 80/120 studenti l’anno, riporta alla luce il grande monumento flavio. Grazie alla documentazione numismatica si è potuto stabilire che la vasca circolare fosse di m 16 di diametro e che ospitava al centro un saliente di laterizio alto m 18 sulla cui sommità svettava una sfera o un fiore a tre petali. 

Ma la scoperta più straordinaria è stato il rinvenimento di una Meta nella Meta, vale a dire la più antica Meta augustea scoperta in un gelido giorno del gennaio 2002. Quest’ultima, era una vasca possibilmente a forma di prua (simbolo di vittoria militare) edificata possibilmente nel confine tra gli antichi municipi Regio I e Regio X intorno al 7 a.e.e.: al centro un cilindro conico di circa mt. 16,50, un betilo rappresentazione aniconica di Apollo forse ispirata ai modelli ellenistici di Ambracia e Apollonia. La posizione della Meta augustea, in senso est-ovest in asse con la strada lungo la quale gli imperatori celebravano i propri trionfi, si offre come un monumento che raccoglie significati sacrali, simbolici, ideologici, topografici e urbanistici: caposaldo pomeriale fa da eco alla fondazione di Roma mano stessa di Romolo. La sua prossimità alle Curiae Veteres, connesse con la fondazione della città, suggerisce una rifondazione culturale e artistica di Roma e della sua tradizione politica. 

Bibliografia

Clementina Panella (a cura di), Scavare nel centro di Roma. Storie, uomini, paesaggi, Roma 2013.