Petrit Halilaj, They are Lucky to be Bourgoise Hens II

The object of the soviet dream to explore the dark frontier beyond the atmosphere has been transformed in a wooden henhouse, whose internal walls are painted in an overseas blue. A bourgeois rooster and its harem are the symbolic metamorphosis of the artist’s interior landscape, suspended between rural cultural roots and the functionalistic necessity to dislocate in other social contexts. In the journey of separation, the artist materially takes pieces of the world it leaves (branches to build a gigantic nest, as in the Venice Biennial, or tons of earth from Kosovo as he did in Basel, to fertilize the fears of Europe with the hope of social integration). The emotional space of everyday life is structurally modified, freed from categories, symbol of cultural non-deterministic value. The urbanization is a condition that closes the individual within a cultural cocoon distant from the rural world and it forces him to wear the garments of a bourgeois language as the opportunity to which to aspire at all costs. 


L’oggetto del desiderio sovietico di esplorare la frontiera buia oltre l’atmosfera è stato trasformato in un pollaio di legno, le cui pareti interne sono dipinte un azzurro oltremare. Un gallo borghese e il suo harem sono la metamorfosi simbolica del paesaggio interiore dell’artista, sospeso tra radici culturali rurali e la necessità funzionalista di dislocarsi in altri contesti sociali. Nel viaggio di distacco, l’artista porta via materialmente pezzi del mondo che lascia (rami per costruire un nido gigantesco, come nella Biennale di Venezia, o tonnellate di terra del Kosovo per fertilizzare le paure dell’Europa con la speranza dell’integrazione sociale, come a Basilea). Lo spazio emotivo della quotidianità modificato strutturalmente, svincolato dalle categorie, simbolo di valore culturale non deterministico. L’inurbamento una condizione che chiude l’individuo all’interno di un bozzolo culturale distante dal mondo rurale e lo costringe a indossare la veste e il linguaggio borghese come l’opportunità cui tendere a tutti i costi.