Michael Dean, Analogue Series (Neck)

Ilaria Gianni and Cecilia Canziani write about this artwork, “it’s a dialogue between voices that confront concepts of permanence and temporariness, history and immanence, physical correspondences and emotional intermissions. In response to the stratifications that visually return the passing of history in the city of Rome, the artist centers his reflection on the element of the column in his materiality and immateriality, tangible and intangible memory. The column represents the material history of immanence and duration: stone transformed in a supporting structure with the time that returns stone. The form, submitted to a further transformation in correspondence of our physical presence relates to the neck, through and subsequently the notion of voice”. The sculpted neck is the mean to connect the humanm hic et nunc to the dialogue written on the pages of a book scattered around the city “the throat descrives this...returns your caresses”, a monotonous tune sublime like the jewish shir ha-shirim. It is the research of hidden and inexpressed sense, of the relation with the material and immaterial reality that we continually destroy and rebuild. 

Keyword: shir ha-shirim

The shir ha-shirim, or Chant of Solomon, sinks its roots in the literary production that flourishes in Egypt during the New Reing (1550-1069 BCE). The love poem style and the love lyrics are conserved in a series of collections preserved on papyrus and ostraka. The title of the compositions are eloquent and they talk about the intimate relation between two lovers: Start of the words of great joy of the heart, Three wishes, The power of love, Wishes of love. The authors of the biblical text perfectly know the lyrical Egyptian tradition: the lexicon, the style, the rhythm inspire the Jewish chant that will be declined like the metaphor of the love relationship between god and its peoples. 

Bibliography

On the interpretations of the shir ha-shirim, see Giuseppe Ricciotti, Cantico dei cantici, www.treccani.it 


Scrivono Ilaria Gianni e Cecilia Canziani sull’opera, “è un dialogo fra voci che si confrontano sui concetti di permanenza e temporaneità, storia e immanenza, corrispondenze fisiche e intermittenze emozionali. In risposta alle stratificazioni che restituiscono visivamente il passare della storia nella città di Roma, l’artista incentra la sua riflessione sull’elemento della colonna nella sua materialità e immaterialità, memoria tangibile e intangibile. La colonna rappresenta una storia materiale d’immanenza e durata: pietra trasformata in una struttura portante che con il tempo ritorna pietra. La forma, sottoposta ad un'ulteriore trasformazione in corrispondenza della nostra presenza fisica, si relaziona al collo, alla gola e conseguentemente alla nozione di voce”. Il collo scolpito è il mezzo per connettere l’hic et nunc umano al dialogo riportato sulle pagine di un libro sparse nella città “la tua gola descrive questo...restituisce le tue carezze”, una nenia sublime come lo shir ha-shirim ebraico. E’ la ricerca del senso nascosto e inespresso, della relazione con la realtà materiale e immateriale che creiamo e distruggiamo continuamente. 

Parola chiave: shir ha-shirim

Lo shir ha-shirim, Cantico dei Cantici o Cantico di Salomone, affonda le proprie radici nella produzione letteraria che fiorisce in Egitto durante il Nuovo Regno (1550-1069 AEC).
Lo stile della poesia amorosa e delle liriche d’amore è conservato in una serie di raccolte conservate su papiri e ostraka. I titoli dei componimenti sono eloquenti e parlano della relazione intima tra due amanti: Inizio delle parole della grande gioia del cuore, Tre desideri, La potenza dell’amore, Desideri d’amore. I redattori del testo biblico conoscono perfettamente la tradizione lirica egiziana e ne sono grandi estimatori: il lessico, lo stile, il ritmo ispirano il cantico ebraico che si declinerà come la metafora del rapporto amoroso tra dio e il suo popolo. 

Bibliografia

Sulle interpretazioni dello shir ha-shirim, si veda Giuseppe Ricciotti, Cantico dei cantici, www.treccani.it